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UNA COSA SIMILE NON TE LA SEI NEANCHE MAI SOGNATA




data di uscita: 2 aprile 1999

prodotto da Regina Mab / Cat Sound Studio

Cd

STUPIDO

IN UN MATTINO

VIVO DI CHE?

ANJA

PROMESSE

RESTARE

L'ALBERO DI MIELE

CASA DA CLOWN

RECENSIONI

Generazionex

“Una cosa simile non te la sei neanche mai sognata” (1999)

Mi è arrivato qualche giorno fa "una cosa siMile non te la sei neanche Mai sognata" opera datata 1999 dei Regina Mab e devo dire che i cambiamenti di questo gruppo da tre anni a questa parte sono tali che ho deciso di fare un'analisi temporale 99-02 più che una recensione.

La voce del frontman fRanco Manzini è ben impostata e "lavorata" già dall'opera prima, ma bisogna proprio dire che qualche cosa di particolarmente interessatne è successa. Che abbia finito la crescita!! No, non credo! Semplicemente penso che aver fatto maturare sotto il sole per tre anni le corde vocali e la sostanza grigia abbia portato frutti decisamente buoni e gustosi. "L'albero di miele" ne è esempio chiaro e limpido. Quando infatti qualche tempo fa li ho sentiti dal vivo il vocale di questo pezzo era decisamente più affascinante rispetto a quanto si può sentire dall'album. Secondo me chi ama Carmen Consoli amerà anche fRanco, non che ci sia una somiglianza diretta, ma la modulazione della voce mi ricorda molto Carmen.

Le sonorità... ...beh è qui che arriva il bello: in tre anni i Regina Mab hanno perso il bassista ed hanno iniziato a costruire pezzi che si autosostengono anche senza di questo. Le sonorità sono passate da lievemente "plastiche" a decisamente vintage, distorsioni più leggere, ma decisamente più incisive e ricche di potenza. Un cambiamento che pur essendo più vintage per sonorità non da certo come risultato suoni retro', anzi!! Anche se non mi piace dare definizioni, mi piacerebbe chiamare quello dei nuovi Regina Mab nu rock. Fresco, giovane, intelligente, pensato ma non pesante, leggero e incisivo allo stesso tempo.

Ultima cosa giusto per non dilungarmi troppo: ribadisco ancora che non servono le lingue anglosassoni per cantare su canzoni di impostazione anglosassone, ma serve fantasia nello scrivere testi e la capacità di essere Poeti con la P maiuscola. Capacità questa che fRanco Manzini ha dimostrato di avere nel '99 e non ha certo perso col tempo.

L'album quindi è vecchio di tre anni e si sente come scrive fRanco nella lettera di accompagnamento del CD, si perchè se tre anni fa meritavano adesso strameritano! Resto in attesa del loro prossimo lavoro per farmi stupire ancora.



Rockit

“Una cosa simile non te la sei neanche mai sognata” (1999)

Per la serie "Come cambio idea di continuo", va ora in onda la puntata i "ReginaMab", che editano un cd dal titolo "una cosa siMile non te la sei neanche Mai sognata": titolo forse discutibile, per otto canzoni in italiano, registrate a inizio 1999 e scritte dal cantante Franco Manzini: e qui sgancio già il primo positivissimo giudizio, inerente le ottime liriche.

Non altrettanto positive, in realtà, erano state le iniziali impressioni suscitatemi dal dischetto, soprattutto dall'iniziale "Stupido", e tutto il primo ascolto (distratto?) m'aveva lasciato un sapore amarognolo in bocca; poi lascio la torta lievitare, le feste passare, gli ascolti aumentare, le impressioni definirsi meglio. Ma non c'è verso, non mi decido. Mi piacciono le doppie voci, ma alle volte il cantato mi sembra limitato (come in "Restare"), mentre discorso a parte va riservato alla tecnica, giacché va ammesso a chiare (e cubitali) lettere che il quintetto veneto ne ha da vendere, per cui grandi intrecci di chitarre, basso bello sicuro, e anche un tempo dispari in "Promesse", che parte come un funkettone, per poi spostarsi su un terreno all'apparenza più ostico, ma che si fa apprezzare per lo spirito di ricerca, quindi, alla fine, ecco l'assolo di chitarra: l'avevo già notata la padronanza dello strumento, ma qui è l'apoteosi.

Orbene, vedete voi quale versione preferite fra le seguenti: A) che palle con tutte 'ste pippe sulla 6 corde, pensiamo alla canzone!, B) Gabriele Giuliani e Nicola Tonin sono dei mostri che meritano di bazzicare qualche scuola per virtuosi americani e uscire a cena con Paul Gilbert: datemi un loro poster!, C) assoli e begli intrecci? Non me n'ero accorto…, D) Ridatemi i Sonic Youth, fatemi bere una Guinnes con Jimmy Page e bruciate le Ibanez e i Dream Theatre!

Allo stato attuale dei miei gusti, la sbornia per Steve Vai è un ricordo del '93/94 (sino a "Sex & Religion", per intenderci), eppure, le quattro suesposte scherzose ipotesi mi sono tutte a turno passate per la mente, mentre il cd continua a girare…

In fondo, credo sia qualcosa di positivo rimanere così interdetti, restando senza un'opinione secca e precisa; e constatando la staticità delle mie opinioni, ammetterò candidamente la mia incapacità di giudizio (nel senso: bianco/nero, niente grigi) sui ReginaMab, trasformandomi quindi in mero cronista, come forse si dovrebbe in simili casi.

Grande tecnica, bei testi, affascinante la stessa copertina/dipinto dell'opera, fra le canzoni segnalo "In un mattino" e "Anja", ma tutti i brani si muovono su uno standard indubbiamente elevato! Fregatevene di me: ho ancora quell'amarognolo in bocca…

Enrico Rigolin

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