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COL SOLE IN FRONTE

di Paolo Ragno

con Franco Manzini e Regina Mab


Disponibile su Cd Digipack

registrato live @ Emporio Malkovich il 20 febbraio 2010

prodotto da Manzanilla MusicaDischi

INTRODUZIONE - La Libertà

BANALI GIORNATE DI GUERRA - Sono Soddisfatto

25 Luglio ‘43 - Musica per il Teatro atto III

CONTESTUALIZZARE STORICIZZARE - Sono Soddisfatto

LA RAZZA - Voglio Vivere Così

SENZA ROSE

PARTIGIANA - Sono Soddisfatto

SUL MONTE COMUN - Non So Difendere

RITA

AVEVAMO PAURA - My Generation

TEDESCHI!!! TEDESCHI!!! - Teardrop

EPILOGO - La Libertà

VIDEOCLIP

La Libertà

live @ Teatro Laboratorio (VR)

Rita

live @ Teatro Laboratorio (VR)

LO SPETTACOLO

Esistono palazzi, vie, piazze delle nostre città con un nome ed un cognome. Molto spesso, di quei nomi e cognomi non sappiamo assolutamente nulla. Nomi, ma spesso privi di un volto, di una storia, di una biografia.

Rita Rosani è uno di quei nomi. Letti, scritti e nominati chissà quante volte. Eppure... Eppure eccola qua la sua storia che in qualche maniera ha a che fare con la nostra, con l’oggi e il qui. Una donna coraggiosa in un momento storico tragico. Una donna integra, integralista ma non priva d'amore e dolcezza.

La storia di Rita Rosani, maestra elementare, medaglia al valore militare nella seconda guerra mondiale, un’avventura conclusasi sul Monte Comun: ideata e scritta da Paolo Ragno, adattata da Franco Manzini, musicata ed eseguita dai Regina Mab con la regia di Franco Manzini.

In repertorio brani originali, composti appositamente, e qualche cover scelta ad hoc, da Gaber ai Massive Attack.

Il sito ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) nazionale riconosce e riporta anche una segnalazione di questo spettacolo al link: http://anpi.it/b1976/

RECENSIONI

L’Arena - Maggio 2011

La Rosani in musica e parole Un omaggio che commuove

TEATRO LABORATORIO. Chitarre e basso alla rassegna «Risorgere»

Grande affluenza per «Col sole in fronte» dedicato alla partigiana ebrea uccisa dai nazisti

Intendono il fare musica un atto spontaneo come respirare, e ci riescono talmente bene da far ossigenare all'unisono i polmoni e la mente degli spettatori. Al Teatro Laboratorio all'Arsenale, per la rassegna «Risorgere» (organizzata da Isabella Caserta e famiglia), il gruppo veronese indipendente pop rock Regina Mab ha entusiasmato il folto pubblico con la narrazione-concerto «Col sole in fronte» in cui il cantante-attore Franco Manzini, voce e mentore della formazione, ha fatto sì che il cuore della maestra che, triestina di origine ebraica trapiantata a Verona, divenne partigiana sul Monte Comun dove fu uccisa nel 1943 in un'imboscata tedesca, tornasse a battere.

Gabriele Giuliani (chitarra e voce), Nicola Tonin (chitarra e voce, Matteo Micheloni (batteria), Michele Perazzoli (basso) sono i concertatori dell'energetica compagnia di suonatori-sognatori che hanno aperto e chiuso la serata con la canzone di Giorgio Gaber La libertà a mo' di inno, e dato consistenza di sceneggiatura alla vicenda inquadrandola storicamente nel periodo bellico a cui appartiene (la seconda guerra mondiale) attraverso gli avvenimenti quotidiani della gente comune, tra cui i Rosani: la famiglia, lo sport, il lavoro, gli amici, gli ideali.

Originalità e profondità di pensiero contraddistinguono la band e la commistione di racconto, foto d'epoca proiettate sullo sfondo e cover di pezzi storici made in Britain (My generation degli Who e Teardrop dei Massive Attack) ha prodotto come risultato una specie di effetto-calamita sulla gente attonita, stregata dalla genuinità del commovente recital e dalla capacità di Manzini di parlare la lingua franca dell'intesa. M.P.

© Copyright 2007, Athesis S.p.A. - Tutti i diritti riservati



L'arena - 28 Aprile 2011

TEATRO LABORATORIO. Domani all'Arsenale lo spettacolo musicale con il gruppo Regina Mab

Storia in stile rock di Rita Rosanila maestrina che prese il fucile

«Col sole in fronte»: vita e morte della partigiana caduta in battaglia

Rita Rosenthal, passata alla storia come Rita Rosani, era una maestra elementare di origine triestina. Cadde in combattimento con i partigiani, medaglia d'oro al valor militare. Si era unita alla Resistenza per amor di patria e per opporsi alla barbarie nazifascista contro gli ebrei: il suo nome è ricordato sulla sinagoga di Verona. Rita Rosani è la protagonista dello spettacolo musicale Col sole in fronte, in scena domani alle 21 al Teatro Laboratorio (all'Arsenale) per la rassegna «Risorgere», interprete il gruppo rock veronese Regina Mab. Tratto dall'omonimo testo di Paolo Ragno, il lavoro è adattato per il palcoscenico da Franco Manzini e accompagnato dalle musiche composte dai Regina Mab (Franco Manzini voce, Nicola Tonin chitarra, Gabriele Giuliani chitarra e voce, Matteo Micheloni batteria, Michele Perazzoli basso).

Rita nacque a Trieste nel 1920, da una famiglia immigrata dalla Cecoslovacchia. Insegnò all'istituto primario ebraico, dopo l'armistizio dell'8 settembre riuscì a salvare i famigliari dalla deportazione nascondendoli in un paesino di campagna del Friuli. Entrò quindi nella Resistenza prima a Portogruaro e poi a Verona, nella banda dell'Aquila, che arrivò a 15 combattenti. I suoi compiti erano stati all'inizio di portaordini, o «staffetta», come si diceva, ma il coraggio e l'intraprendenza la portarono a ruoli di prima linea. Morì infatti in combattimento sul Monte Comun, nella zona collinare tra Grezzana e la Valpolicella, durante un rastrellamento dei nazifascisti. A ucciderla furono italiani in camicia nera.

«Morì per la libertà appena ventenne», aggiungono i Regina Mab, «ed è nostro impegno morale ricordarla, o perlomeno cercare di non dimenticarla. Non aveva paura di nulla, era la prima a buttarsi nella mischia e questo spettacolo, è un omaggio, attraverso la sua figura, a tutte le donne coraggiose che meritano rispetto». M.P.

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MY CRITIC ON LINE - venerdì 4 febbraio 2011 - Regina Mab: Col sole in fronte

Se dal precedente Palle da Tennis ad emergere era stato il lato ironico della cifra caratteriale dei Regina Mab, dal nuovo Col sole in fronte viene fuori il pensiero profondo - e colmo di significati - di una band alla quale va riconosciuta un’originalità non comune.

I ragazzi di Verona sviluppano il loro credo musicale servendosi di un modo espressivo che fa leva sulla voce narrante di Franco Manzini, il quale si muove in primo piano su uno sfondo acustico (chitarre, basso, batteria accennata), che all’occorrenza sa colpire con decisione.

Questa volta non sono i tennisti di inizio secolo i protagonisti della vicenda, ma Rita Rosani, ventenne maestra elementare di religione ebraica, che si arruolò nei partigiani e ricevette, dopo morta, la medaglia d’oro al valore civile. Manzini si serve dei testi originali di Paolo Ragno per tracciare le coordinate della società italiana ai tempi del fascismo e della Seconda Guerra Mondiale, prima di entrare direttamente nelle vicende che hanno caratterizzato il percorso della Rosani, una ragazza vogliosa di far valere le proprie idee e i propri ideali di libertà. Quella “Libertà”, presa dal songbook di Giorgio Gaber, che apre e chiude questo lavoro dove trovano posto anche altri due brani reinterpretati e adattati al contesto, come “My Generation” degli Who e “Teardrop” dei Massive Attack.

Col solo in fronte è un album che cattura l’ascoltatore grazie, soprattutto, alle capacità narrative di Manzini, che con le sue inflessioni dialettali, gli accenti e le sottolineature traduce in musica le immagini in bianco e nero di una storia che ancora oggi riesce a commuovere e far riflettere.

Pubblicato da Roberto Paviglianiti



AUDIODROME - Regina Mab: "Col sole in fronte"  - Queen Mab, Rita Rosani e la sua storia.

Prosegue la fortunata serie di dischi e relativi concerti, e viceversa, iniziata con Palle Da Tennis del 2007, spettacolo registrato poi su cd e riguardante gli anni d’oro del tennis, commistione di attitudine cantautorale, citazionista, rivisitatrice, tra canzoni e reading. Come uno spettacolo di Paolini, ma con maggior spazio riservato alla musica. Identico percorso compie Col Sole In Fronte, registrato all’Emporio Malkovich il 25 febbraio 2010. Tra invenzioni sonore, recitati ispirati e un collage/rielaborazione di pezzi più diversi – “Teardrop” dei Massive Attack, “My Generation” di chi ben sapete o “La Libertà” di Gaber – si articola la storia scritta da Paolo Ragno e riadattata da Franco Manzini, cantante e leader dei Regina Mab. Al centro di tutto, Rita Rosani, maestra elementare triestina, ebrea, partigiana e uccisa su Monte Comun. Eroina a cui sono intitolate tante strade nel veronese che davvero bene nessuno ricorda, così come troppo sbiadisce il terrore di quegli anni e le gesta di chi, di fatto, ci ha ridonato la libertà, una cosa che oggi quasi pare superfluo sottolineare, atteggiamento foriero di danni la cui portata, purtroppo, sarà valutabile solo in futuro. Al di là di ciò, è impregnato di vita e del valore enorme della stessa l’appassionato show messo su dai Regina Mab. Cattura e ferisce, attanaglia e infonde coraggio, senza momenti di stanca o cali di tensione narrativa. Intenso davvero.

A cura di: Giampaolo Cristofaro



ROCKIT - Regina Mab: "Col sole in fronte" (2010, Manzanilla MusicaDischi)

A tre anni di distanza da "Palle da tennis", i Regina Mab tornano con un nuovo spettacolo. Si intitola "Col sole in fronte" ed è ambientato nell'Italia degli anni 40. Lo stile è lo stesso del lavoro precedente (alternanza di voce recitante con accompagnamento musicale e canzoni vere e proprie), che raccontava vite e manie dei pionieri del tennis, trasformando le loro storie in metafore generali della sfida e delle difficoltà della vita umana. Anche nel nuovo spettacolo, lo sport ha un ruolo importante. Da palle piccole e terra rossa, si passa a palla grande ed erba. È il calcio a far iniziare la storia: non tanto le gesta di qualche giocatore, quanto le reazioni della gente comune a quello che accade negli stadi.

I primi pezzi raccontano di scandali e partite truccate, commentati con le voci degli appassionati al bar. Franco Manzini, cantante e autore dello spettacolo, cala così lo spettatore in un clima di quotidianità, all'interno del quale inserisce gradualmente la storia di Rita Rosani, maestra triestina di vent'anni, di famiglia ebrea. Unendo racconto teatrale e canzoni, i Regina Mab descrivono il precipitare degli eventi: le conseguenze delle leggi razziali, i capovolgimenti della guerra, la resistenza, fino alla morte di Rita e del suo gruppo di partigiani in uno scontro con i nazifascisti.

A differenza del primo disco, nel quale la componente recitata e quella cantata erano del tutto scollegate, "Col sole in fronte" è un lavoro compatto, capace di inserirsi con merito nella tradizione del teatro-canzone. L'influenza di Marco Paolini è grande, soprattutto quando i monologhi virano verso il terreno comune del dialetto veneto, ma si tratta di vicinanza, non di copia o di derivazione. Le dodici tracce, impreziosite da cover canoniche ("La libertà" di Gaber) e sorprendenti ("My Generation" dei Who e "Teardrop" dei Massive Attack), compongono così un racconto coinvolgente, capace di volare alto sia nei momenti leggeri, sia in quelli drammatici, senza mai perdere credibilità. Una coesistenza difficile, ma possibile, come dimostra già la copertina, che sotto il titolo spensierato mostra l'immagine di un muro bucato da fori di proiettile

Marco Villa



SENTIREASCOLTARE - Regina Mab: "Col sole in fronte" (2010, Manzanilla MusicaDischi)

Non sarà la Compagna Teresa del Teatro degli Orrori la Rita Rosani protagonista di questo disco-concerto dei Regina Mab, ma può comunque vantare solide radici nell'identico immaginario. Quello della Resistenza al femminile, sconosciuta ai più ma essenziale esattamente come quella al maschile nel determinare le sorti di un conflitto come la Seconda Guerra Mondiale tra 1943 e 1945 in Italia. Con da un lato la Repubblica di Salò sostenuta da fascisti e tedeschi e dall'altro i partigiani – tra cui, appunto, “la Rita” -, nel caso specifico quelli che militavano nelle brigate attorno a Verona.

Con la scusa dell'inquadramento biografico i Regina Mab ricostruiscono il tono generale del periodo, grazie a un disco capace di mescolare narrazione, musica, dettagli storici e parti recitate. Il tutto in dodici capitoli da far corrispondere ad altrettante parentesi suonate, queste ultime valorizzate da brani autografi e cover debitamente ricontestualizzate. A testimonianza, una Teardrop dei Massive Attack in cui si accosta il beat coronarico del brano originale al momento della morte o una My Generation degli Who il cui verso "I hope I die before I get old" risuona macabro tra i partigiani confinati sul monte Comun e pronti ad affrontare le “People try to put us down” in divisa.

Metafora dell'attualità e ricordo affezionato, documento storico indiretto e teatro, buon esercizio di folk e canzone d'autore, Col sole in fronte ha la rara capacità di emozionare senza suonare retorico e andando oltre prese di posizione ideologiche fini a sé stesse. Piccola gemma da tenersi ben stretta, in una contemporaneità dal revisionismo facile che scambia troppo spesso e con scandalosa naturalezza cause e conseguenze.

Fabrizio Zampighi



BEAT MAGAZINE - Regina Mab: "Col sole in fronte" (2010, Manzanilla MusicaDischi)

In bilico fra concerto e reading, questo album è la testimonianza dello spettacolo acustico tenuto dalla band veronese sui testi di Paolo Ragno dedicati ad un'eroina della resistenza veronese: un'idea originale ed ambiziosa, un disco che punta sulla memoria nazionale ponendola in maniera ironica e non per forza seriosa. Nello scorrere del brano non mancano le cover, fra cui La Libertà di Gaber (che apre e chiude la tracklist), My Generation dei The Who e Teardrop dei Massive Attack, mentre per il resto lo stile dei Regina Mab è quello del combat folk nostrano. Un disco che vale comunque più per il valore dei contenuti che per altro, forse più come ricordo della serata che come opera a sé.

A.L.



ROCKERILLA - Regina Mab: "Col sole in fronte" (2010, Manzanilla MusicaDischi)

Terreno quanto mai insidioso quello del teatro-canzone.

Lo dimostra lo spettacolo allestito dai veronesi Regina Mab intorno alla vicenda di un'eroina della Resistenza, la maestra elementare Rita Rosani, una storia che in tutta franchezza risulta qui penalizzata da un impianto musicale piuttosto povero al quale non giovano più di tanto nemmeno le inserzioni dei temi de "La libertà" (Giorgio Gaber), "My generation" (Who) e "Teardrop" (Massive Attack).

Ci provano i testi a riscattare la mediocrità delle musiche originali e (vogliamo almeno immaginare) la presenza scenica del gruppo sul palco, ma allora sarebbe stato certamente più utile ricavare un dvd dallo spettacolo dal invece è stato tratto questo live.

Elio Bussolino



MESCALINA - Regina Mab: "Col sole in fronte" (2010, Manzanilla MusicaDischi)

I Regina Mab sono un quintetto veronese già noti al pubblico della nicchia indie per il loro ´Palle da tennis´ (2007) in equilibrio tra reading, musica e spettacolo. Il paradigma si replica in questo documento live dedicato ad una storia degli anni ’40, una vicenda della resistenza triestina che vide protagonista Rita Rosani, maestra elementare ebrea schieratasi con le formazioni partigiane locali e rimasta uccisa nel 1944 in un’azione di rastrellamento.

La vicenda è narrata con precisione storica quasi cronachistica, in qualche passaggio forse anche un po’ prolissa nell’ enumerazione di fatti e date come in ´Senza Rose´, con una tensione costante nella voce e nel ritmo.

I vari brani sono sottolineati da temi musicali specifici e ripresi in diversi momenti: ´La Libertà´ di Gaber accompagna l’introduzione e l’epilogo, ´Sono Soddisfatto´ è un tema arpeggiato e serrato che sostiene i brani più strettamente narrati, ´Voglio Vivere Così´ sorregge il brano ´La Razza´ creando un solco profondo tra coerenza cronologica e contrasto di contenuti; ´Senza Rose´ ha una bella base chitarristica acustica tirata ed iterata, alla fine ´My Generation ´ dei Who e ´Teardrop´ dei Massive Attack fanno da cornice ai momenti più drammatici nei quali il timbro moderno toglie retorica e dà attualità al racconto.

La musica comunque è elemento di quadro e di complemento, importante certamente ma pur sempre accessoria; che la fa da padrone è l’esecuzione tra reading, teatro e canzone di impegno in un mix interessante che tuttavia, a nostro modestissimo avviso, richiede anche l’ingrediente dello spettacolo dal vivo per mantenere alta la tensione.

Racconto commovente, assenza di retorica storica ed ideologica, adesione agli aspetti umani della vicenda fanno di questo ´Col Sole in Fronte´ un episodio originale e degno di attenzione; speriamo di poterlo vivere anche in presa diretta.

Vittorio Formenti



ONDALTERNATIVA - Regina Mab: "Col sole in fronte" (2010, Manzanilla MusicaDischi)

Ci sono storie che riviviamo attraverso immagini in bianco e nero, non vediamo i colori e pensiamo che quella rosa, dentro il vaso, non sia rossa o che gli occhi di quella ragazza non abbiano quel riflesso che li fa luccicare.

Il mondo ci sembra così lontano e quello che è accaduto sufficientemente distante dal non essere mai esistito o, senza dubbio, non succederà di nuovo.

Per questo minimizziamo tutto, contestualizziamo troppo, come direbbero gli autori di questo album, privando i gesti del proprio significato e finendo con l'accettare ogni cosa... e il passo per incrociare di nuovo quel mondo rischia d'esser breve.

Questo è in sintesi il concetto, tra l'altro estremamente condivisibile, che sta dietro al nuovo spettacolo del quintetto veronese Regina Mab. Un concetto nel senso di concept e della storia di Rita Rosani vent'enne maestra elementare, ebrea, che si arruolò tra i partigiani e con loro morì ricevendo postuma la medaglia d'oro al valore civile. Un'ora e un quarto di reading, registrato dal vivo nel febbraio 2010, coinvolgente e sentito, accompagato in acustico da due chitarre, basso e batteria, scritto da Paolo Ragno e adattato dal cantante dei Regina Mab Franco Manzini. Manzini che si rivela un ottimo narratore che riesce a tenere ben saldo il filo che collega il passato al presente ma anche entrando nei personaggi e nelle situazioni adattando i toni, i dialetti, le pause e anche i sospiri. L'arrangiamento calza perfettamente con l'atmosfera, la musica sa rimanere in sottofondo quando è necessario fare attenzione alle parole e uscire nei momenti di maggior pathos. Basso e chitarre pizzicati in arpeggi che riescono a sfogarsi a pieno in due cover: My Generation degli Who e Teardrop dei Massive Attack. La prima legata ad un reading di denuncia sulla condizione delle donne o meglio sulla rivendicazione del loro coraggio che in fondo s'adatta bene anche al testo originale. Teardrop fa cadere la sua lacrima nella traccia più dura e poetica allo stesso tempo: quella dell'attacco nazista al Monte Comun, dove si erano rifugiati i partigiani.

In questo genere di musica non può mancare una cover del maestro Gaber ed ecco "La libertà" che inserita ad inizio e a fine spettacolo fa emergere il concetto di partecipazione verso un obbiettivo comune, appunto la libertà. Consiglio a tutti di ascoltare, ancora meglio di andare a vedere, questo reading per capire la storia di ieri e di oggi, lasciandosi incantare dalla narrazione. Il mondo peggiora grazie all'ignoranza, nel senso di ignorare, legata al presente e alla rimozione dei ricordi, ma album come "Col sole in fronte" aiutano a non dimenticare. Nell'undicesima traccia vengono descritti gli ultmi istanti di Rita, supina dopo essere stata colpita, con un raggio di luce che le illumina il volto stampandoci l'immagine a colori di quell'istante.

Gli stessi colori dei nostri giorni.

Syd The Piper



FUORI DAL MUCCHIO - Regina Mab: "Col sole in fronte" (Lug 2010, Manzanilla MusicaDischi)

Non è la prima volta che i veronesi Regina Mab indagano, attraverso progetti più o meno canonici, pagine sepolte del passato: nel 2007, ad esempio, era uscito “Palle da tennis”, reading/concerto dedicato ai campioni di tennis italiano degli anni Venti e Trenta. Questa volta al centro dell'attenzione una vicenda umanissima che si scontra con le forze della storia, quella di Rita Rosani, maestra elementare di origine triestina, medaglia al valore civile della Seconda Guerra Mondiale, protagonista della Resistenza, il cui percorso umano viene raccontato dal testo di Paolo Ragno, tradotto in spettacolo dal leader della band, Franco Manzini, circondato da una accurata e vivace ricostruzione del contesto storico in un godibilissimo percorso che alterna brani recitati, cover (“La libertà” di Gaber/Luporini, una specie di filo rosso che attraversa il disco, una versione di “My Generation” più che onesta, una “Teardrop” dei Massive Attack sottofondo perfetto per le concitate fasi finali del racconto) e originali con una ottima regia e scaletta. Il tutto è stato registrato dal vivo lo scorso 20 febbraio, e la veste acustica delle canzoni non sfocia mai nei facili trucchi retorici del combat folk, rivelando anzi un deciso eclettismo. Un disco coinvolgente e riuscito, a maggior ragione visto il non facilissimo formato scelto.

Alessandro Besselva Averame



BLOW UP - Regina Mab: "Col sole in fronte" (Lug 2010, Manzanilla MusicaDischi)

Dice che non si incidono più dischi dal vivo.

Amanti delle controtendenze, gli scaligeri Regina Mab si sono dati da qualche tempo allo sviluppo di performance incentrate su una storia, segnatamente quella dei pionieri del tennis o dell’Italia fra le due guerre: “Col sole in fronte” è la testimonianza su nastro dello spettacolo all’Emporio Malkovich lo scorso febbraio, relato alla figura di Rita Rosani, misconosciuta partigiana ebrea triestina: la band di Franco Manzini si avvale dei testi scritti con Paolo Ragno ed esibiti assieme ad alcune cover inusuali e coraggiose, da Teardrop dei Massive Attack a My Generation delgi Who. I brani originali domostrano ancora una volta come i Regina Mab, con il reading del Novecento dietro a tale frontman, hanno finalmente trovato la strada migliore per esprimersi: Manzini “paolineggia” su Banali giornate di guerra e si mette addosso il vestito di Senza Rose oscillando tra le cronache di pallone e silenzi del presente, i musicisti smerciano liquore discreti, interagendo il dovuto, alto è il valore di questo tributo culturale prima che artistico. Rimane un solo dubbio: quanto è preferibile assistere all’atto, invece di ricavarne un simulacro dall’ascolto del cd? (6/7)

Enrico Veronese



L'arena - 13 Maggio 2007

Regina Mab - "Col sole in fronte" live

Tocca il cuore il reading «Col sole in fronte», dedicato a un’eroina della Resistenza veronese

Perfetti i Regina Mab

Commovente omaggio a Rita Rosani

Ci sono sere in cui tutto sembra perfetto: il tempo, il luogo e l’azione. Il reading dei Regina Mab, Col sole in fronte, all’Hostaria Agli Angeli di Castelrotto di Valpolicella, basato sulla storia di Rita Rosani, eroina della Resistenza veronese, è un esempio compiuto di teatro-canzone che rende una serata memorabile.

La musica si fonde alle parole, l’idea al ricordo, e ne esce il ritratto di una ragazza, una maestra elementare ventenne, lontana da noi diverse decadi eppure vicina per slancio giovanile e attitudine - verrebbe da dire - rock, visto il suono del gruppo Regina Mab.

Il testo del reading è composto da Paolo Ragno, amico e collaboratore del quintetto veronese. Ma oltre alle parole sono le canzoni che rendono il senso della vicenda della Rosani, sia quelle scritte dai Regina Mab (nella foto) sia quelle scelte da un repertorio nazionale (Gaber, ovvio forse in una forma di teatro-canzone) e internazionale (Massive Attack, My generation degli Who).

E proprio la Mia generazione scritta dagli inglesi Townshend e Daltrey, rappresenta bene il grido di ribellione di Rita e degli altri partigiani veronesi contro la dittatura nazista-fascista. Ecco, dovrebbero essere questi i nostri eroi, questi ragazzi che, a metà degli anni Quaranta, diedero la vita per la nostra libertà; altro che quelli del Grande Fratello!

E questo spettacolo, allestito in un teatro, dovrebbe essere inserito nel programma di ogni istituto scolastico veronese: mai la storia, quella con la S maiuscola, è risultata più avvincente e commovente. (g.br.) Giulio Brusati

© Copyright 2007, Athesis S.p.A. - Tutti i diritti riservati



Il Veronese.it

Dopo l'esperienza di Palle da Tennis avete messo in piedi ”Col sole in fronte”, reading che racconta le vicende di Rita Rosani, vissuta sul Monte Comun e morta a Negrar nel '44. Come hanno interagito la musica rock di scuola anglosassone della quale vi siete sempre nutriti e una storia locale avvenuta nella terra in cui siete cresciuti?

Per “Col sole in fronte” abbiamo cercato, più che in “Palle da tennis”, di scovare musiche che descrivessero le varie atmosfere del racconto. Anche con scelte che possono sembrare assurde come  “My Generation” degli Who o “Teardrop” dei Massive Attack. Tuttavia, chi ha avuto modo di assistere allo spettacolo, spesso ci comunica la forte emozione che musica e parole suscitano in loro.

Da una storia di sport a una storia di resistenza. Che cosa vi ha guidato a cambiare rotta nella scelta del racconto?

“Palle da tennis” nasce prima, quasi per scherzo e stupisce tutti, noi per primi, per la curiosità che desta: un nostro caro amico, Paolo Ragno, vede lo spettacolo e pensa “Qui si possono raccontare delle storie…” e ci regala “Col sole in fronte”: una storia di resistenza dimenticata, in una città che non ha memoria nemmeno per il presente.

In quale modo costruite, durante la preparazione, le corrispondenze tra musica e parole?

Cerchiamo l’adesione al mood della storia raccontata, la cosa che ci preme di più è fare emozionare chi ci ascolta.

La colonna sonora di “Palle da Tennis” comprende canzoni dei Regina Mab ma anche delle cover. In base a cosa le avete scelte e come le avete riadattate al racconto?

Si tratta di brani dell’epoca, come “Boum” di Charles Trenet e “The Man I Love” dei fratelli Gershwin, che sicuramente descrivono in maniera precisa i colori di un’epoca, e poi di “Time” di Tom Waits, scelta per la sua potenza lirica. Tutti i brani sono eseguiti sfruttando la formazione minimale che abbiamo scelto per questi spettacoli, con sole chitarre e basso acustici e una batteria ridotta all’osso.

Che si tratti della vita eroica di Rita Rosani o di quella sublime della “divina” Lenglen, quale credete sia l'importanza di “raccontare una storia”?

Forse, più che l’importanza delle storie, che sono più nell’orecchio di chi ascolta che nella bocca di chi le racconta, ci piace sottolineare la bellezza, l’estrema a-modernità di un modo di comunicare, uguale, seppur diverso, da migliaia di anni, e sempre emozionante.

Siamo stati tutti abituati a studiare la Storia sui libri e, più tardi, a cercarla in pillole su internet. Ma voi state credendo in un progetto fondato sulla tradizione orale. A seicento anni dall'invenzione della stampa, quale credete che sia l'importanza di questo modo di raccontare la Storia?

Non sarà il più efficace, non sarà il più veloce: quasi di sicuro è il più bel modo di conoscere una storia.





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