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BOOQ


data di uscita: 7 dicembre 2006

prodotto da Manzanilla MusicaDischi

distribuzione: Audioglobe

edizioni: Shinseiki

Cd

SENZA ROSE

NON PER IL CUORE

COME TI SALVO LA VITA

LE RICETTE DI TUA MADRE

ALL'ANIMA

FORMICHE

ORA DI PUNTA

L'ANGOLO DELL'OCCHIO

GIOIE DEL MIO REGNO

L'UOMO CHE VOLEVA DISTRUGGERE IL MONDO

NOIR

SOLTANTO UN'ONDA ELETTRICA

MUSICA PER IL TEATRO ATTO 3

RECENSIONI

ROCKERILLA

Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)

Attivi ormai da dieci anni, i veronesi Regina Mab escono con il loro primo albo vero e proprio, il primo cioè, a differenza delle prove precedenti, ad avere un’etichetta di supporto (Manzanilla MusicaDischi) e una distribuzione ordinata (Audioglobe). L’albo è l’occasione tanto attesa, una vetrina in cui mostrare le proprie migliori inclinazioni: un rock dai chiari lineamenti pop, sporcato qua e là da chitare distorte, che non si tirano indietro quando è tempo di accelerare (“non per il cuore”, “le ricette di tua madre”), senza disdegnare passi più riflessivi (“l’angolo dell’occhio”, “noir”).

Approccio cantautoriale nei testi, a volte forse un po’ troppo sopra le righe, ma che vivono di un’apprezzabile tensione narrativa. Marco Castrovinci


LASCENA.IT

Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)

Con questo “Booq” i Regina Mab esordiscono a livello ufficiale, anche se vantano già una discreta produzione con tre album autoprodotti e una manciata di demo. Provengono da Verona e, senza pretesa alcuna di strafare, propongono un ottimo pop-rock, piacevole e dignitoso. Accostabili, in particolare per le molodie ai Negramaro, si esprimono molto bene con le chitarre, sia quando riescono abilmente ad intrecciarle, come nella serrata Non per il cuore, sia quando la sei corde preferisce prendersi un acido ed intraprendere un bel viaggio nei meandri di un blues-stoner, come nella breve ed intensa Ora di punta o nella percussiva Le ricette di tua madre. Qua e là dispensano buon funky, miscelandolo di volta in volta con il pop (All’anima) o con un tirato rhythm’n’blues (Senza rose).

Il quintetto veronese non pago di ciò, dà la sensazione di sentirsi stretto nella formula pop, in particolare quando ad un brano come Gioie del mio regno preferisce cambiare visibilmente registro stilistico attribuendogli un bizzarro finale dalle affascinanti e incandescenti tinte jazz-free hardcore.

Tra i testi, quello che merita un approfondimento è Formiche, per il suo richiamo alle problematiche dell’inquinamento, ma senza retorica e con una giusta dose di ermetismo. Come dicevamo all’inizio, niente di nuovo sotto il sole: a suo modo un ottimo pop-rock, ben curato ed interessante, proprio perché si lascia contaminare da generi d’impatto meno immediato.

Vittorio Lannutti


LOSINGTODAY

Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)

“booq” e il primo e il quarto album dei Regina Mab: il primo ad avere un’etichetta ed una distribuzione, il quarto di una carriera cominciata a Verona nel 1996 e fatta di dischi autoprodotti e compilation, ma segnata soprattutto dell’esperienza di dieci anni di live, tra piccoli palchi e vetrine importanti come spalla per Bluvertigo, Quintorigo, Cesare Basile.

Tutto ciò ha influito sul sound dei Regina Mab, trasformandolo in un rock compatto, caratterizzato dagli intrecci delle due chitarre e da un’attenzione particolare per il ritmo, grazie ad una sezione ritmica solida ed in bella evidenza.

L’impatto sonoro rimanda ai Pearl Jam più aggressivi (“Le ricette di tua madre”), la chitarra che fende reef ad incorniciare la voce fa l’occhiolino al Buckley più elettrico (“All’anima”), l’approccio ritmico ricco e complesso ricorda il sound “rock-funky” di band americane come gli Incubus (“Ora di punta”).

A nostro parere però le cose migliori succedono quando la distorsione si abbassa di una tacca, quando da “lead” si passa a “crunch”, e trovano maggiore spazio le sfumature della voce e gli intrecci armonici delle chitarre (come in “Gioie del mio regno” o “Soltanto un’onda elettrica”), oppure quando al suono granitico e compatto si sostituiscono pieni e vuoti, come nel brano d’apertura “Senza Rose”, che ha dalla sua anche la sorpresa di una bella chitarra country-pulp.

VALERIO MINELLI


FUORI DAL MUCCHIO

Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)

Autori di un robusto rock cantato in italiano, che media chitarre aggressive e una spiccata vena melodica, i Regina Mab hanno alle spalle una manciata di produzioni tra album più o meno autoprodotti e demo, essendosi formati ormai una decina di anni fa in quel di Verona. La formula proposta dal quartetto in questo “Booq”, debutto su Manzanilla MusicaDischi, è quella di cui sopra, cui si aggiunge il pregio di aggirare agevolmente il pericolo di finire in quel confuso territorio soft-hard dove si posizionano realtà come i Negramaro, ovvero l’asperità e l’aggressività del rock spiegata in italiano al popolo distratto delle suonerie; ostacolo aggirato grazie ad una innegabile energia che trasuda dagli amplificatori e a testi che utilizzano una lingua semplice ma mai banale e sufficientemente immaginifica. Pregio innegabile, che tuttavia viene un poco smorzato da quello che sembra essere il difetto congenito della formula: una certa vena epico-melodica che rischia sempre di finire sopra le righe. Difetto che in questo caso, ci teniamo a ribadirlo, è sotto la soglia del non ritorno, e che viene completamente esorcizzato e neutralizzato nel breve e pastoso hard blues di “Ora di punta”, puntellato di screziature e fiati, e nel tentativo più che riuscito di ballata scanzonata e notturna intitolata “L’angolo dell’occhio”. Nulla di particolarmente nuovo, nel complesso, ma un rock italiano di più che discreta fattura racchiuso in un disco di buon livello.

Alessandro Besselva Averame


ROCKSOUND

Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)

A Verona "booq" si scrive minuscolo perchè deve essere così sia al contrario che allo specchio. Eppure musicalmente il cantante Franco Manzini e gli altri quattro del combo dei Regina Mab nè vanno indietro, nè si riflettono in immagini di mero apparire.

Questo è puro rock italiano della qualità migliore. Tra riflessioni personali e sulle realtà bugiarde del mondo che ci circonda, il quintetto passa con armonia dalla melodia al tiro più spinto senza perdere mai la propria personalità.

BV


KRONIC

Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)

Rock a due facce "booq". Palindromo. Lo si legge sia da un parte che dall`altra. Nome quanto mai significativo per inquadrare il quarto lavoro dei veneti Regina Mab. Diciamo quarto perchè ci piace l`idea di considerare "validi" anche i dischi precedenti, seppur privi di etichetta e distribuzione. Però quando c`è del lavoro (che ci riporta indietro tra l`altro fino al 1996), è bene apprezzarlo.

Proprio come “booq” Il pop rock dei Regina Mab si presta ad una duplice lettura. Gioca sugli equilibri dati dalla solidità della base ritmica e dal continuo parlarsi delle due chitarre che donano al tutto una discreta solidità d`ascolto. Ed "equilibrio" è appunto la parola magica. Laddove riescono a trovarlo i nostri dimostrano una buona propensione melodica ("Gioie del mio regno"), ottime capacità compositive ed una convincente compattezza di suono ("Le ricette di tua madre").

Duplice lettura, si diceva. In booq, rovescio della medaglia sono gli eccessi melodici che ne imprigionano il suono e l`energia, ammorbidendolo ed annacquandolo forse un pò troppo. Strade senza uscita dalle quali speriamo i Regina Mab sappiano tirarsi fuori seguendo il sentiero (più Pearl Jam, meno Negramaro) che li ha portati ad episodi molto meno elaborati ma dal notevole impatto e dall’indiscussa purezza (“Ora di Punta”).

Emmanuele Margiotta


SENTIRE ASCOLTARE

Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)

Verona e dintorni, per i Regina Mab, sono sinonimo di rock urticante, spesso poco convenzionale, impastato di chitarre elettriche rigorose, sottomesso ad una perseverante vena cantautorale, ironico ed energetico, trascinante e ruvido al punto giusto. Una formula che in virtù delle strutture armoniche fluttuanti sa trasformarsi anche in pop dal notevole appeal, come del resto in un dispiego volontario di prolissi assalti melodici (il debordìo sonico di Formiche). Il dato da rilevare, in questo caso, è forse la facilità con cui il gruppo riesce a gestire le difformità che ispirano il suono, conciliando testi in italiano a ritmiche dispari – In Come ti salvo la vita i Sux! di Giorgio Ciccarelli vanno a braccetto con la Sweet Jane di Lou Reed -, fondendo leggerezze jazz e overdrive compressi come sardine – la tromba e i il riff magmatico di Ora di Punta -, perdendosi in fumose atmosfere da night-club (L'angolo dell'occhio).

Un procedere in linea retta che ha l'unico difetto di tergiversare – talvolta troppo a lungo - tra le miriadi di note che escono dagli amplificatori, col pericolo di nascondere l'evidente personalità sotto un coacervo di idee e spunti sparsi. Piccolezze che rischiano di far passare un progetto pur degno di nota per il “solito” dischetto indie.

di Fabrizio Zampighi


MUSICAROMA UNDERGROUND

Regina Mab - "booq" (2006, Manzanilla MusicaDischi/Audioglobe)

I Regina Mab nascono su, a Verona, nel 1995 ed hanno alle spalle una discografia abbastanza continua, tra demo, ep, singoli oltre ad aver aperto concerti per Bluevertigo, Quintorigo, Cesare Basile, Marta Sui Tubi. Questo è il primo disco ufficiale uscito per Manzanilla e distribuito per Audioglobe. Loro nella bio ci dicono che il cd è semplice, che non è un cd di protesta, non ci sono messaggi subliminali, non è contro niente ma è sincero, ecco. Bene. Sarò sincero anche io: il disco non mi piace. Siamo di fronte a un prodotto di quello che si suol chiamare rock italiano con le inluenze classiche, un po' di Pearl Jam, un po' di Timoria, Marlene Kuntz e via dicendo. Ma non bastano le influenze, ci vogliono le canzoni e non ci sono, c'è solo un brano che spicca su 12, "Noir", bello, suadente, libero e il finale strumentale di "Soltanto Un'onda Elettrica". (Tra l'altro devo dire che ho trovato delle somiglianze paurose con i nostrani Ondamedia). Il resto è tutto troppo già sentito, trito e ritrito, ho fatto una fatica immane ad ascoltarlo 4/5 volte per intero. Ho pensato che dovevo concedergli un altro ascolto e poi ancora un altro perchè doveva esserci qualcosa che poteva andare, e invece niente, alla fine mi sono dovuto arrendere all'evidenza della noia. Mi spiace perchè il cantante ha una gran bella voce, ma non è sufficiente, senza la musica non c'è bella voce che tenga. Rimandati.

D.N.

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