Prossimi Spettacoli:
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RIVA MANCINA. Manzini e Giuliani in acustico
Canzoni adulte e inedite
dei Regina Mab
Rock d'autore con la parte musicale che rende servizio alle parole
E alla fine ne rimasero due. Il quintetto dei Regina Mab si presenta come duo all'appuntamento con i concerti acustici organizzati dal Riva Mancina, l'elegante bar di vicolo Quadrelli, vicino a Ponte Nuovo, sponda lungadige Re Teodorico.
Dei cinque «regini» sul palco ci sono Franco Manzini (voce, chitarra, armonica e kazoo) e Gabriele «Gabrizio» Giuliani. Gli altri hanno problemi fisici (un intervento chirurgico non importante), incombenze familiani (la quarta figlia) e altri impegni (al Porto Mancino, un locale del Pestrino - che abbia confuso i locali?). Anche «Gabrizio», per la verità, si presenta claudicante sul palco per un infortunio a calcetto. «Siamo un gruppo "anziano"», confessa ridendo Manzini. In realtà bisognerebbe dire adulto, come canzoni per adulti sono quelle che eseguono, in gran parte inedite, nel set al Riva Mancina.
C'è Argentina, dedicata a un Paese che s'accorge di essere stato sull'orlo del baratro solo quando precipita (e se sostituite la parola «Italia», la canzone fila liscia comunque). E poi Forse tu, Contate, La parte migliore e Canzone del bambino coraggioso. È rock d'autore con la parte musicale che rende servizio alle parole. Una manciata di canzoni che, arrangiate magari per rock band e quartetto d'archi, avrebbero il loro perché. «Ma prima di incidere un altro album, abbiamo in mente di realizzare tre reading», ci spiega Manzini.
E indubbiamente i «regini» raggiungono il massimo in questa forma, visti i risultati di Palle da tennis (dedicato ai campioni della racchetta) e Col sole in fronte (dedicato alla partigiana Rita Rosani). «Abbiamo in preparazione Cinemab, incentrato su citazioni da film; I racconti del tannino, uno spettacolo sul vino; e uno sulla storia di Charles Carlo Ponzi. Siamo troppo adulti per fare un concerto rock al Blocco ma saremmo altrettanto ridicoli a presentarci come cantautori brizzolati alla Fontana».
G.BR.
L’Arena 2 ottobre 2011
Lacoste, il rampollo che voleva essere il n. 1
TEATRO LABORATORIO. Lo spettacolo riproposto dai Regina Mab
«Palle da tennis» elegante affresco sugli anni eroici
Il tennis è un gioco, certo, che però non lascia scappatoie. Non concede possibilità di sfangarla con un pareggio. O tu o lui, si vince o si perde. Da soli. Ci vuole tecnica, certo, ma anche e soprattutto coraggio, passione, intelligenza.
In qualche misura, doti che dimostrano di avere anche i cinque «moschettieri» dei Regina Mab, che hanno rimesso in scena, a quattro anni dall´esordio, il recital Palle da tennis al Teatro Laboratorio all´Arsenale. Franco Manzini (voce cantante e recitante nonché autore dei testi dello spettacolo) e compagni meritano innanzitutto un plauso per l´originalità dell´idea, sganciata da qualsiasi cliché furbesco o di tendenza.
E un altro plauso per la rigorosa semplicità con cui è stato messo insieme lo spettacolo, tra narrazione, musiche e canzoni originali, e mirate riletture da Trenet, Billie Holiday, e il finale giocato su uno dei pezzi più celebri di Tom Waits, Ti! me da Raindogs.
Teatro-canzone, dunque, che fa venire a mente certe cose, pur con le debite proporzioni, di gruppi come i Tetes de Bois o gli Yo Yo Mundi.
Palle da tennis è un emozionale affresco, elegante come le tenute dei tennisti degli anni ´20/30, che racconta storie di uomini - non ancora appiattiti dall’omologazione - consegnati alla storia dalla loro abilità con racchetta e pallina. Uomini (e pure qualche donna, come Suzanne Lenglen) che si stagliano sulla terra battuta o sull´erba con le loro diverisssime personalità: lo sfrontato basco Borotra, basco anche nel cappellino alla Buster Keaton, che si diverte a sbeffeggiare il fuoriclasse americano omosessuale Tilden; il figlio del custode Cochet, il «povero» che non molla mai, di contro a Lacoste, rampollo di famiglia ricchissima che deve assolutamente - e riuscirà nell´intento - arrivare ad essere il migliore. Senza particolari colpi di teatro, i Regina Mab! riescono a tener desta l’attenzione su un racconto musi! cato con simpatetico buon gusto e, forse, un pizzico di nostalgia, un po´ alla Paolo Conte, per un´epoca pur non direttamente vissuta.
B.M.
L’Arena 7 novembre 2011
sab 26 novembre 2011
Col Sole in Fronte
@ Mr Gulliver (via S. Vitale,7 - Verona) - orario aperitivo
sab 10 dicembre 2011
Trio Acustico in “1977-1982 gli anni che hanno cambiato il mondo”
@ La Caruana (Inzago, MI)