Questa storia ha a che fare con gli anni 40, anni pieni di dolore ma anche di colori, ha a che fare con Trieste, ma ha a che fare anche con Verona, con un posto, in particolare, chiamato monte Comun.


Questa storia ha a che fare con la nostra memoria, e di conseguenza ha ben poco a che fare con la tivù, col cinema, con Hollywood, internet…


Questa è la storia di una giovane donna, che di fronte all’ingiustizia non se ne può stare zitta e in disparte.


Questa storia ha a che fare con tutti noi.

Con il fatto che siamo qui oggi.


Liberi di cantare...

testo di Paolo Ragno e Franco Manzini


personaggi ed interpreti:


Rita Rosani


musiche di Regina Mab:


• La Libertà (Giorgio Gaber)

• Sono Soddisfatto (Regina Mab © 2007)

• Rita (Regina Mab © 2007)

• Non So Difendere (Regina Mab © 2007)

• Musica per il Teatro atto III (Regina Mab @ booq © 2006)

• My Generation (The Who)

• Teardrop (Massive Attack)

• Voglio Vivere Così (Ferruccio Tagliavini)

Col Sole in Fronte

2010, Reading Acustico

Recensioni:


L'arena - 13 Maggio 2007

Regina Mab - "Col sole in fronte" live

Tocca il cuore il reading «Col sole in fronte», dedicato a un’eroina della Resistenza veronese

Perfetti i Regina Mab

Commovente omaggio a Rita Rosani

Ci sono sere in cui tutto sembra perfetto: il tempo, il luogo e l’azione. Il reading dei Regina Mab, Col sole in fronte, all’Hostaria Agli Angeli di Castelrotto di Valpolicella, basato sulla storia di Rita Rosani, eroina della Resistenza veronese, è un esempio compiuto di teatro-canzone che rende una serata memorabile.

La musica si fonde alle parole, l’idea al ricordo, e ne esce il ritratto di una ragazza, una maestra elementare ventenne, lontana da noi diverse decadi eppure vicina per slancio giovanile e attitudine - verrebbe da dire - rock, visto il suono del gruppo Regina Mab.

Il testo del reading è composto da Paolo Ragno, amico e collaboratore del quintetto veronese. Ma oltre alle parole sono le canzoni che rendono il senso della vicenda della Rosani, sia quelle scritte dai Regina Mab (nella foto) sia quelle scelte da un repertorio nazionale (Gaber, ovvio forse in una forma di teatro-canzone) e internazionale (Massive Attack, My generation degli Who).

E proprio la Mia generazione scritta dagli inglesi Townshend e Daltrey, rappresenta bene il grido di ribellione di Rita e degli altri partigiani veronesi contro la dittatura nazista-fascista. Ecco, dovrebbero essere questi i nostri eroi, questi ragazzi che, a metà degli anni Quaranta, diedero la vita per la nostra libertà; altro che quelli del Grande Fratello!

E questo spettacolo, allestito in un teatro, dovrebbe essere inserito nel programma di ogni istituto scolastico veronese: mai la storia, quella con la S maiuscola, è risultata più avvincente e commovente. (g.br.) Giulio Brusati

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Il Veronese.it

Dopo l'esperienza di Palle da Tennis avete messo in piedi ”Col sole in fronte”, reading che racconta le vicende di Rita Rosani, vissuta sul Monte Comun e morta a Negrar nel '44. Come hanno interagito la musica rock di scuola anglosassone della quale vi siete sempre nutriti e una storia locale avvenuta nella terra in cui siete cresciuti?

Per “Col sole in fronte” abbiamo cercato, più che in “Palle da tennis”, di scovare musiche che descrivessero le varie atmosfere del racconto. Anche con scelte che possono sembrare assurde come  “My Generation” degli Who o “Teardrop” dei Massive Attack. Tuttavia, chi ha avuto modo di assistere allo spettacolo, spesso ci comunica la forte emozione che musica e parole suscitano in loro.


Da una storia di sport a una storia di resistenza. Che cosa vi ha guidato a cambiare rotta nella scelta del racconto?

“Palle da tennis” nasce prima, quasi per scherzo e stupisce tutti, noi per primi, per la curiosità che desta: un nostro caro amico, Paolo Ragno, vede lo spettacolo e pensa “Qui si possono raccontare delle storie…” e ci regala “Col sole in fronte”: una storia di resistenza dimenticata, in una città che non ha memoria nemmeno per il presente.


In quale modo costruite, durante la preparazione, le corrispondenze tra musica e parole?

Cerchiamo l’adesione al mood della storia raccontata, la cosa che ci preme di più è fare emozionare chi ci ascolta.


La colonna sonora di “Palle da Tennis” comprende canzoni dei Regina Mab ma anche delle cover. In base a cosa le avete scelte e come le avete riadattate al racconto?

Si tratta di brani dell’epoca, come “Boum” di Charles Trenet e “The Man I Love” dei fratelli Gershwin, che sicuramente descrivono in maniera precisa i colori di un’epoca, e poi di “Time” di Tom Waits, scelta per la sua potenza lirica. Tutti i brani sono eseguiti sfruttando la formazione minimale che abbiamo scelto per questi spettacoli, con sole chitarre e basso acustici e una batteria ridotta all’osso.


Che si tratti della vita eroica di Rita Rosani o di quella sublime della “divina” Lenglen, quale credete sia l'importanza di “raccontare una storia”?

Forse, più che l’importanza delle storie, che sono più nell’orecchio di chi ascolta che nella bocca di chi le racconta, ci piace sottolineare la bellezza, l’estrema a-modernità di un modo di comunicare, uguale, seppur diverso, da migliaia di anni, e sempre emozionante.


Siamo stati tutti abituati a studiare la Storia sui libri e, più tardi, a cercarla in pillole su internet. Ma voi state credendo in un progetto fondato sulla tradizione orale. A seicento anni dall'invenzione della stampa, quale credete che sia l'importanza di questo modo di raccontare la Storia?

Non sarà il più efficace, non sarà il più veloce: quasi di sicuro è il più bel modo di conoscere una storia.